Time magazine è uscito con la copertina più attesa
dell’anno. Quella che consegna al protagonista di turno la corona di “Person of
the year”, quella di cui tutti, volenti o nolenti, saranno costretti a parlare.
La motivazione: per aver dato stabilità alla Russia.
E’ quando si leggono
notizie come queste che improvvisamente si capisce che le parole non hanno più
senso. Che non vale la pena di continuare a opporre idee e filosofie a qualcosa
che meriterebbe risposte più concrete.
Dunque non ha senso elencare tutti i misfatti di Putin,
l’orrore della Cecenia, la soppressione di giornalisti come Anna Politkovskaja,
la repressione dell’opposizione nelle recentissime elezioni.
Per ora iniziamo con una serie di dati, tanto per capire
dove siamo, in una geografia che ci sta dimostrando che non siamo ragni che
camminano sulla tela, ma piuttosto le zanzare imbozzolate e che aspettano di
essere divorate.
Giro da altrove. Perché si diffonda
LIBERTA’ PER OLIVIER THERON
fondatore della Velorution di Tolosa
:::Cosa?
Il 30 novembre scorso Olivier Théron, fondatore della vélorution tolosana, è
stato incarcerato presso la prigione di Seysses a seguito della decisione del
Procuratore di Tolosa per scontare una pena detentiva di 7 mesi. La detenzione
per il lancio di yogurt sull'automobile ministeriale di Sarkozy nel febbraio 2004.
:::Cosa posso Fare?
Scrivi al comitato per la sua liberazione: >>>> olivier.libre@no-log.org <<<<
Manda messaggi di solidarieta' a Olivier all'indirizzo:
Olivier Théron
N ecrou: 10569
cellule: 143A 1er MH2
maison d'arrêt de Seysses
31603 Seysses
FRANCE
:::Chi e' Olivier Theron?
(Continua)
Mana è morta stanotte a Merka, in Somalia. Non è stata uccisa, non è stata portata via dalla violenza di una guerra di cui nessuno parla, e che continua a uccidere centinaia di persone. In quella che i Paesi occidentali, e in particolare l'Italia, hanno sempre considerato la pattumiera del mondo, il Paese in cui gettare rifiuti tossici di ogni tipo, in cui far girare traffici di materiali nucleari, o da utilizzare come luogo di scambio per le armi che devono circolare in tutto il pianeta, lei stava lavorando in tutt'altra direzione. Cercava di ricordare che la Somalia è sempre stato uno dei paesi mussulmani più aperti, dove le varie tribù hanno smepre avuto una tradizione di dialogo, e che è sempre stato un paese ricco di risorse, che offriva alla sua gente tutto quello di cui aveva bisogno per vivere.
E' grazie a lei se io ho conosciuto la Somalia in pace. Un luogo dove nei paesi c'era sempre il maestro itinerante che andava a fare scuola ai bambini. Un luogo dove era possibile scambiare, raccontare, parlare, sorridere, anche se la situazione politica non ha mai permesso una reale democrazia. La gente si sapeva e poteva organizzarsi, come avviene sempre in Africa.
Mana ha cercato più volte di proporre soluzioni al disastro che stava esplodendo. Con ruoli pubblici, ma anche lavorando nel dettaglio, tra la gente della sua città. Mana ha cercato di fare da mediatore, ha salvato la vita di centinaia di bambini e adulti, ha denunciato l'inutilità di un governo provvisorio anche se ne faceva parte. Ha lottato contro chi, nell'ultimo periodo, ha fatto in modo che una situazione difficile precipitasse ancora di più. E dopo l'invasione dell'Etiopia, spalleggiata dagli Usa, ha capito che il gioco stava facendosi sempre più duro.
Metto qui sotto un testo che ho raccolto da lei, nel quale racconta la sua storia. Perché almeno quella non possa morire. (Continua)
cm milano 8 12 07
QuesQuest'anno doppio appuntamento: Milano-Bologna. alla faccia della Tav.
Slownews ti invita alla slowmobility. E ricordati: tra vent'anni non potrai dire che non lo sapevi...
C'é anche l'Australia, alla 13esima conferenza internazionale sul clima che si è aperta inquesti giorni a Bali, in Indonesia. E' la prima volta in quasi 11 anni che partecipa al summit delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. E la sorpresa è arrivata quando il premier australiano Rudd ha per prima cosa ratificato il protocollo di Kyoto. L'Australia, insieme a Cina e Stati Uniti era uno dei grandi dinosauri che non volevano sentir parlare di accordi internazionali e strategie per combattere l'effetto serra. E l'Australia è anche il Paese che ha il più alto tasso pro capite di emissioni di gas serra nel mondo. Il 50 per cento provengono da carbone.





