La scelta tra sviluppo e ambiente è un inutile (e ormai vecchia) questione. In Cina viene posta adesso, all'alba delle Olimpiadi, solo perché il comitato minaccia di sospendere alcune gare.
Ma proteggere l'ambiente non significa solo avere energie pulite, o foreste più dense. E le operazioni di facciata servono a poco.
(dedicato a Otted... )
Non staremo mai zitti, non smetteremo mai di fare. Abbiamo il diritto di cancellare quello che
offende la nostra storia ed esprimere la nostra forza. Abbiamo il diritto di intervenire anche con
azioni ritenute erronamente illegali, per fermare uomini di legge che illegalmente non intervengono.
In ogni momento, in ogni situazione, in ogni dove. Perché questo è l'unico gesto politico che
rimane quando dalla politica hai tolto tutto il superfluo.
Nella notte fra sabato e domenica, alcuni 'ignoti' si recano di fronte
al Liceo Classico di viale delle Milizie, e dopo le infami scritte di
pochi giorni fa inneggiamenti persino allo stupro di Franca Rame,
decidono di rimarcare chi sono e cosa pensano. Compare, enormi, la
seguenti scritta: 'mille braccia verso il sole inneggiano al tuo nome:
Adolf Hitler', seguita da una enorme svastica ed un'altra scritta 'siamo
stati qui'. A fianco, viene attacchinato un manifesto firmato
CasaPound-Fiamma Tricolore.
All rientro a scuola, gli studenti vengono quindi accolti da
queste scritte, e dalla presenza di diversi agenti in borghese del
Commissariato Prati che, come sempre piu' spesso accade, stazionano nei
pressi della scuola 'per evitare disordini'. Gli studenti, come sempre
fanno, decidono immediatamente di coprile simili vergognose apologie del
fascismo. Ed ecco che, come in un brutto film, la polizia interviene per
identificare e bloccare gli studenti. Gli agenti in borghese, infine,
fanno intervenire una volantane e portano via uno studente minorenne ed
un bidello, che aveva osato interessarsi di quanto stava accadendo.
Il 16 marzo 1978, in via Fani a Roma, alla vigilia del voto parlamentare che – per la prima volta dal 1947 - avrebbe potuto sancire l’ingresso del partito comunista nella maggioranza di governo, Aldo Moro viene sequestrato da un commando delle Brigate Rosse. Cinque uomini della scorta vengono uccisi. E Moro verrà giustiziato da Mario Moretti il 9 maggio, eseguendo una "sentenza" emessa dopo un finto processo politico.
Mario Moretti è in libertà vigilata dal 1994. Era un nemico dello stato. E. come altri suoi compagni politici, è riuscito a colpire la fantasia popolare, permettendo la costruzione di un personaggio con qualche connotazione negativa, ma comunque eroico. Una sorta di Don Chisciotte, animato da ideali che era difficile condividere, ma erano in qualche modo ritenuti romantici, e dunque positivi. "Allora credevo di essere in guerra", ha sostenuto per rinforzare il personaggio. E molti hanno creduto che questo atteggiamento potesse essere interpretato come una revisione un po' eccessiva, ma comunque interessante, della resistenza.
"Doveva essere il nostro processo, la rivoluzione che processava lo Stato. E la Democrazia Cristiana per noi era lo Stato e alcuni suoi dirigenti, come Andreotti e Moro, la rappresentavano", ha dichiarato Bonisoli. E dice anche "Per noi qualsiasi azione destabilizzante dello Stato era un passo avanti, un passo che doveva essere fatto". Ma in che senso andava la destabilizzazione dello stato voluta dalle Br, quale era il progetto al quale poteva portare?
E quale era davvero la guerra che volevano combattere le Brigate rosse? La stessa di Andreotti e di Cossiga, che furono professionalmente cialtroni nell'affrontare il problema, la stessa degli apparati dello stato che avevano il compito di rallentare e depistare le indagini, la stessa della Cia, che aveva il compito di impedire il riconoscimento delle sinistre? La stessa di chi chiese all'esperto di falsificazioni di preparare il falso comunicato Br che indicava il Lago della Duchessa come tomba di Moro, e che serviva a dire alle Br che potevano tranquillamente procedere con la vera esecuzione?
Botte e risposte tra giornalisti ed Esselunga, caso mai ci fosse ancora bisogno di decidere se andare ancora in quel supermercato.
Prima mail
Inviato: lun 03/03/2008 12.38
A: marketing
Oggetto:
Per i responsabili dell'ufficio stampa/Sul caso di viale
Papiniano
Salve, colleghi.
Dopo le notizie sulle vicende capitate alla cassiera di
viale Papiniano, vi
annuncio che siamo in molte, tra le giornaliste vostre
clienti, decise a non
comprare più nei supermercati Esselunga.
I rifiuti sono un problema. Non c'era bisogno di sottolinearlo. Ma le soluzioni che si stanno proponendo, il riciclo e il riuso portato ai massimi livelli, o lo Zero waste proposto da Peter Connet, che suggerisce di portare la raccolta differenziata al 90 e oltre per cento della pattumiera, sono corrette, ma non possono durare a lungo.
Qui c'è un vecchio (2002) video americano (dura 19 minuti) che collegava
capitalismo e produzione dei rifiuti, e, sotto, un articolo che riguarda invece
l'attuale situazione italiana.
Il mestiere di maestra è uno dei più difficili, ma è anche uno dei più belli. Hanno a che fare tutto il giorno con persone che sono infinitamente più intelligenti, più aperte, più pronte, più disponibili di chiunque altro. E il loro compito è fare in modo che possano rimanere tali. I bambini, durante la scuola elementare, fanno le prove generali per l'ingresso nella società. Imparano a fare i conti con l'aggressività degli altri, e con la loro capacità di proporre le loro idee, a essere autonomi o a diventare dipendenti da modelli preconfezionati. Ed è durante la scuola elementare che possono capire quanto sia divertente imparare per se stessi, e quanto sia noioso invece adeguarsi alle mediocri pretese di chi pretende un comportamento "normale". Ma le maestre in Italia non sono nessuno. Per i genitori sono quelle che "tengono i bambini" tutto il giorno, con le quali è meglio avere poco a che fare. Per il governo sono "operatori della scuola" un settore che non ha il diritto di ricevere finanziamenti e incentivi, perché visto che già il servizio viene garantito, cos'altro si vuole di più?
Dalla scuola dipende il benessere di una società, l'integrazione delle comunità che la compongno,la capacità delle persone di essere autonome e di affrontare in vari modi (e non uno) i problemi, la voglia di procedere nel proprio sapere, la capacità di aprire la mente quando tutte le porte sono sbarrate. E chi fa una proposta diversa ai bambini? Chi li aiuta a scoprire che c'è anche un mondo che non è fatto di quattro ore di televisione ogni pomeriggio (perché i grandi hanno da fare e tu ti riposi), o di centri commerciali, o di torte precotte? Le maestre. Non tutte, ovvio. Forse perché anche loro non hanno capito il lavoro che si trovano a fare.
L'amore che non scordo è un film sulle maestre, sul loro ruolo, sulle loro fantasie, i loro desideri, il loro lavoro. Scritto dalle maestre per le maestre e non solo. Scritto per la scuola e per ricordare anche a chi ormai l'ha abbandonata da tempo, che in quesgli anni si decide molto di una vita. Scritto per ricordare che la scuola è ben altro che programmi didattici e insegnamento della disciplina. Anzi. E' uno scambio umano tra bambini e bambini, insegnanti e bambini, insegnanti e insegnanti, un lavoro quotidiano che insegna che inventare una filastrocca collettiva o creare un sistema solare in cartapesta è infinitamente più importante di una formula di matematica, o della differenza tra avverbio e aggettivo.
L'amore che non scordo si potrà vedere al Cinema Gnomo a Milano, dal 28 febbraio al 2 marzo.
Il calendario è su retescuole
Un video che non lascia dubbi. Ed è quasi un peccato che il giurì della pubblcità abbia deciso di sottrarlo alla visione collettiva....Ecco in versione integrale lo spot banned_adecco_belgium.flv rifiutato in Belgio dalla commissione che valuta il significato e il messaggio contenuto nelle pubblicità. Parlano da sole le motivazioni della sentenza nel sito linkato all'immagine.
2 dicembre 2007.
Il 27 di Dicembre, sono stato in coda per sei ore, dalle 5,30 alle
11,30 del mattino, per aspettare il mio turno per votare alle elezioni
presidenziali, parlamentari e civiche.
Quando i voti sono stati contati, più tardi, nella notte, Raila Odinga,
il leader dell'opposizione, era in netto vantaggio. A un certo punto
era in testa con circa un milione di voti. Ma in qualche modo Mwai
Kibaki, l'onnipresente presidente, è riuscito a arraffare un vittoria
discussa. Posso accetare questa cosa. Quello che non posso accettare è
che negli ultimi tre giorni più di 200 kenioti abbiano perso le loro
vite a causa di questi risultati discutibili. Il rapporto
completo di John Bwakali
John's
Audio Report for Free Speech Radio News<
Mana è morta stanotte a Merka, in Somalia. Non è stata uccisa, non è stata portata via dalla violenza di una guerra di cui nessuno parla, e che continua a uccidere centinaia di persone. In quella che i Paesi occidentali, e in particolare l'Italia, hanno sempre considerato la pattumiera del mondo, il Paese in cui gettare rifiuti tossici di ogni tipo, in cui far girare traffici di materiali nucleari, o da utilizzare come luogo di scambio per le armi che devono circolare in tutto il pianeta, lei stava lavorando in tutt'altra direzione. Cercava di ricordare che la Somalia è sempre stato uno dei paesi mussulmani più aperti, dove le varie tribù hanno smepre avuto una tradizione di dialogo, e che è sempre stato un paese ricco di risorse, che offriva alla sua gente tutto quello di cui aveva bisogno per vivere.
E' grazie a lei se io ho conosciuto la Somalia in pace. Un luogo dove nei paesi c'era sempre il maestro itinerante che andava a fare scuola ai bambini. Un luogo dove era possibile scambiare, raccontare, parlare, sorridere, anche se la situazione politica non ha mai permesso una reale democrazia. La gente si sapeva e poteva organizzarsi, come avviene sempre in Africa.
Mana ha cercato più volte di proporre soluzioni al disastro che stava esplodendo. Con ruoli pubblici, ma anche lavorando nel dettaglio, tra la gente della sua città. Mana ha cercato di fare da mediatore, ha salvato la vita di centinaia di bambini e adulti, ha denunciato l'inutilità di un governo provvisorio anche se ne faceva parte. Ha lottato contro chi, nell'ultimo periodo, ha fatto in modo che una situazione difficile precipitasse ancora di più. E dopo l'invasione dell'Etiopia, spalleggiata dagli Usa, ha capito che il gioco stava facendosi sempre più duro.
Metto qui sotto un testo che ho raccolto da lei, nel quale racconta la sua storia. Perché almeno quella non possa morire. (Continua)
cm milano 8 12 07
QuesQuest'anno doppio appuntamento: Milano-Bologna. alla faccia della Tav.
Slownews ti invita alla slowmobility. E ricordati: tra vent'anni non potrai dire che non lo sapevi...
Revocato il mandato d'arresto ad Andrej H.
Gli avvocati chiedono la chiusura del procedimento 129a
Ieri la Corte federle tedesca ha annunciato la sua decisione sul
procedimento nei riguardi del sociologo berlinese Andrej H. La Corte ha deciso
che la sua detenzione non era necessaria, per mancanza di sospetti
specifici. Il mandato d'arresto contro il ricercatore e attivista era
fuori legge fin dalle prime fasi, dunque è stato revocato.
"Accogliamo questa decisione, in particolare perché tramite essa la
Corte federale conferma che la conclusione dei giudici federali era
esclusivamente speculativa ed esagerata", ha dichiarato Christina
Clamm, rappresentante legale di Andrej. "Le violazioni dei diritti del
mio cliente che sono state infitte nei mesi passato sono dunque
illegali. Il prossimo passo è chiudere il caso".
(Continua)
Se il rosa è il colore femminile per eccellenza, mentre i
maschi prediligono, da sempre, il blazer blu, una ragione c'è. Una
recente ricerca effettuata presso l'università di Newcastle (Uk) da
Anya Hurlbert e Yazhu Ling ha infatti confermato che non è solo
questione di gusti: tra i due sessi c'è una differenza di percezione
del colore che fa si che donne abbiano una spiccata preferenza per le
tonalità che stanno tra il rosa e il viola, mentre i maschi amano i
colori del cielo e dell'acqua. Hurlbert, laureata in fisica, è
una ricercatrice che più di vent'anni anni studia il fenomeno della
visione. In particolare è interessata alla percezione visiva e a come i
colori interagiscono con le altre caratteristiche che ci permettono di
vedere un oggetto: forma, dimensioni, consistenza. "Il modo in cui
vediamo ci rivela molti dei meccanismi di funzionamento del nostro
cervello", sostiene.
(Continua)






