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Perché l'Australia ha aderito al protocollo di Kyoto
tibi | 05 Dicembre, 2007 07:40

C'é anche l'Australia, alla 13esima conferenza internazionale sul clima che si è aperta inquesti giorni a Bali, in Indonesia. E' la prima volta in quasi 11 anni che partecipa al summit delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. E la sorpresa è arrivata quando il premier australiano Rudd ha per prima cosa ratificato il protocollo di Kyoto. L'Australia, insieme a Cina e Stati Uniti era uno dei grandi dinosauri che non volevano sentir parlare di accordi internazionali e strategie per combattere l'effetto serra. E l'Australia è anche il Paese che ha il più alto tasso pro capite di emissioni di gas serra nel mondo. Il 50 per cento provengono da carbone.

 (Continua)  #

Mangiare carne ti manda al forno....
tibi | 25 Luglio, 2007 20:38

Non mangiare carne non è una scelta da animalisti. O meglio non solo. E invece soprattutto una soluzione da adottare per evitare che il pianeta diventi un forno e una pattumiera. La prova definitiva (o quasi), arriva da una ricerca effettuata da un gruppo dell'istituto giapponese di scienza animale di Tsukuba. Oggetto dello studio era l'impatto ambientale della produzione di carne sull'effetto serra, l'acidificazione e l'eutrofizzazione delle acque e il consumo di energia. I risultati parlano chiaro: la produzione di un chilo di carne, per quanto riguarda le emissioni di gas serra, produce gli stessi effetti di un'automobile di media cilindrata che viaggia per 250 chilometri. O quelli di una lampada da 100 watt lasciata sempre accesa, notte e giorno, per 20 giorni. Un chilo di carne corrisponde infatti a 36,4 chili di anidride carbonica rilasciata in atmosfera, pronta a catturare l'energia infrarossa emessa dal terreno, e a intrappolarla. Non è l'unico regalo: ci sono anche 340 grammi di biossido di zolfo, altamente corrosivo e componente delle piogge acide, 59 grammi di fosfato, che fertilizzerà pure le piante, ma in realtà porta anche all'eutrofizzazione delle acque,un fenomeno che porta a una esplosione di vegetali e alla soffocazione degli animali che vivono nei fiumi e nei laghi.

I calcoli giapponesi tengono conto solo dell'impatto dell'allevamento e non delle strutture dell'azienda dove vengono tenuti gli animali, o del trasporto degli animali e della carne macellata. Dunque l'impatto finale potrebbe ancora più alto.
Una buona parte dei gas serra del chilo di carne vengono prodotti dalla mucca quando è in vita: i gas intestinali che vengono emessi dal suo sistema digestivo (detto in parole povere le scoregge che fa) sono costituiti da metano, 4 volte più potente dell'anidride carbonica in fatto di riscaldamento. E due terzi dell'energia consumata nel processo, serve a trasportare il cibo per le mucche fino alla stalla. Se il cibo fosse locale, il consumo fosse locale, si potrebbe ridurre l'impatto. UNo studio svedese dimostra che la carne biologica, nutrita con erba da pascolo invece che mangimi concentrati, consuma l'85 per cento in meno di energia. Ma il sistema migliore, ovviamente, resta quello di smettere di mangiarla. A meno che non venga offerta direttamente da chi l'ha prodotta, nel luogo in cui l'ha prodotta. (Continua)  #

Da vedere
tibi | 04 Aprile, 2007 08:54
Spazzatur, un giro moooolto interessante http://www.youtube.com/watch?v=CPbDwrWh49g  #
Il ritorno del Ddt
tibi | 17 Gennaio, 2007 10:14
A volte ritornano. E questa volta tocca al Ddt, il famigerato insetticida della classe dei clorurati organici, rinvenuto anche a decenni dalla sua messa fuori commercio nel latte delle donne o nel grasso degli animali che vivono nelle aree più estreme.
Il messaggio è forte: la malaria sta uccidendo milioni di persone in Africa, non possiamo più permetterci di salvare gli uccelli e mietere vittime umane. Il ddt è servito a eliminare la malaria nei paesi occidentali fino a gli anni settanta, dunque servirà anche ora. Il Ddt è il mezzo migliore, non ci sono rischi per la salute, lo si può usare in grandi aree, è economico, di facile applicazione. Uno strumento perfetto. (Continua)  #
La chimica fa male?
tibi | 19 Dicembre, 2006 12:36
REACH significa Registrazione, Valutazione e Autorizzazione delle sostanze chimiche. Viene chiamata così la nuova legge, approvata il 13 dicembre 2006 dal  Parlamento Europeo. Il nuovo regolamento però entrerà in forza solo il 1 giugno 2007, vale a dire tra altri sei mesi.  E' il normale lento e tranquillo percorso di leggi indispensabili, attese da anni. (Continua)  #
Le dighe? Non erano ecologiche ha ha ha ha!
tibi | 13 Dicembre, 2006 10:30
Le centrali idroelettriche sono sempre state annoverate da governi ed esperti di energia tra le fonti  rinnovabili e pulite. Non erano dello stesso parere gli studiosi di ecologia o problemi globali, o chi si occupa di economie povere, o ancora, chiunque avesse la capacità di inquadrare l'installazione di una diga in un contesto più ampio di quello della produzione di energia: migliaia di persone costrette ad evacuare (Continua)  #
Il pallido verde del biofuel
tibi | 28 Novembre, 2006 15:14

Il governo indiano ha approvato un finanziamento di 250 milioni di dollari per favorire la produzione di biofuel  in 15 Paesi dell'Africa orientale. 

Non si tratta dunque del classico progetto di aiuto che parte dai Paesi del primo mondo per autare, o sfruttare, le economie del sud. In questo caso  il fondo è stato messo a punto dalla Ecowas Bank of investment ad development, istituita dagli stati africani a partire dall African Growth and Opportunity Act , un accordo siglato nel 2000, dalla Economic Community of West African States (ECOWAS) , una sorta di Unione europea africana, formata da Benin, Burkina Faso, Capo Verde, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea Bissau, Liberia, Mali, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone e Togo.

 (Continua)  #
La città è un forno
tibi | 20 Ottobre, 2006 13:21
È ormai accertato: le città stanno diventando enormi forni. I palazzi e le vie del centro di tutte le metropoli, dal Cairo, Egitto, a Vladivostok, Russia, ma anche Milano, Torino e Roma, sono immersi in una gigantesca bolla di aria bollente che si attenua solo nelle aree più periferiche. (Continua)  #
Scienza e ecoattivismo: un rapporto inevitabile
tibi | 14 Ottobre, 2006 21:40

 

da Laser: http://www.e-laser.org/new/news.asp?idNews=546


Esistono ancora frazioni estreme dell'ambientalismo? A cosa servono o a cosa sono servite le loro azioni? In Italia di questi argomenti se ne parla raramente. Non è così dove si produce ricerca, vale a dire in Paesi come Usa e Gran Bretagna, dove la presenza degli ecologisti radicali è così forte che anche gli ambienti più consolidati sono costretti a fare i conti con la loro presenza. In Inghilterra per esempio, grazie a un forte dibattito sull'uso degli animali da laboratorio, sono state introdotte leggi per la limitazione delle cavie, e sono stati incentivati metodi di sperimentazione alternativi. Si trattava di un argomento che ormai faceva parte del dibattito pubblico, e la necessità di frenare stragi inutili nei laboratori sembrava ormai un obbligo morale. Però ha avuto un effetto positivo, tanto che poi i principi della legge inglese sono stati presi in esame anche all'interno dell'Unione Europea.
 (Continua)  #