Musica Rom. Niente di pittoresco.

  Venerdì 3 ottobre, a Roma, presso la Feltrinelli Libri e Musica, Piazza 
  Colonna 31/35, a partire dalle ore 18,00, sarà presentata in anteprima
  assoluta la raccolta di partiture musicali per orchestra sinfonica di
  Alexian Santino Spinelli dal titolo «Romanó Drom» (Carovana Romaní), 
  musicista compositore, docente di cultura rom e da sempre una delle
  persone che più stanno cercando di modificare l’immagine che dei rom
  ha la gente comune.
  Il Cd contiene 11  brani, è pubblicato da una casa editrice di musica
  classica (Ut Orpheus Edizioni di Bologna)  ed è la prima raccolta di lavori
  per orchestra sinfonica composti e pubblicati da un Rom.
  Alexian è un personaggio esplosivo. Impone la sua presenza. E lo fa
  proprio perché quella del suo popolo, invece, viene quotidianamente
  cancellata da leggi da segregazione razziale, dalla negazione dei
  protocolli internazionali che dovrebbero garantire ai rom una serie di 
  garanzie, dal tentativo di negare la dignità umana a persone normali.
  Ma il mito romantico del rom con il violino che è solo un’altra faccia di quello straccione, va fatto morire. I rom non sono nè ladri nè pittoreschi, E la presentazione di  una orchestra sinfonica, secondo Alexian, vuole proprio sottolineare il fatto che le radici della musica europea classica sono strettamente collegate con la musica rom. Non possiamo cancellare le nostre radici.

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1 Response to Musica Rom. Niente di pittoresco.

  1. Amadis says:

    Che forzatura!!
    Cosicchè, per avere dignità la musica dei ROM dovrebbe travestirsi da musica colta occidentale?
    Mi pare una boiata.. un resa incondizionata..
    come dire: “vedete, siamo come voi, anzi, la vostra cultura discende dalla nostra”

    Non siamo affatto uguali e le nostre differenze sono la bellezza del mondo,
    la nostra forza..

    Consiglierei ad Alexian di rispolverare il violino del nonno, e “imporre la sua presenza” con la SUA di musica, e non con lo scimmiottamento della musica sinfonica, che tra le altre cose è quanto di più elitario la cultura occidentale abbia prodotto.

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