Hack the food: mangia cibo vero, fatto da te, parti da ingredienti base, non lasciare che altri ti infilino in bocca povertà del mondo, inquinamento, ingiustizia, sfruttamento....
La scelta tra sviluppo e ambiente è un inutile (e ormai vecchia) questione. In Cina viene posta adesso, all'alba delle Olimpiadi, solo perché il comitato minaccia di sospendere alcune gare.
Ma proteggere l'ambiente non significa solo avere energie pulite, o foreste più dense. E le operazioni di facciata servono a poco.
(dedicato a Otted... )
Premetto che non ho mai avuto il mito di William Gibson: il suo stile di scrittura, ma anche quello dell'altro padre del cyber punk, Bruce Sterlig, non mi piace. Lo trovo farraginoso, inutilmente "particolare", ed è difficile restare senza fiato mentre si segue la trama. Detto questo, so bene che i suoi libri sono stati una pietra miliare, anche se la vera fantascienza per me resta quella di Philip Dick.
Nonostante tutto però ho deciso di prendere in mano Guerreros, vale a dire Spook Country, non foss'altro per la campagna mediatica che ci ha avvolto come una marmellata, e ho iniziato a leggerlo. L'impressione è sempre la stessa, ma siccome ci sono personaggi e storie interessanti, comunque sono andata avanti, non foss'altro per vedere come va a finire e quali e quanti personaggi assurdi riesce a partorire la sua fantasia. Insomma, mentre leggo non posso fare a meno di pensare più al lui, come personaggio, che a quelli che compaiono nella storia, a cosa pensava in quel momento, a cosa lo ha ispirato, al momento in cui gli è venuta l'idea di dipingere un certo tipo di faccia, un vestito, una macchina.
Ma se scrivo di queste cose non è per fare una recensione (altri lo fanno regolarmente e li ringrazio). E' invece per riflettere su un altro fenomeno: quello del product placement.
Il 68 ha quarant'anni, il simbolo della pace 50.
Ma il mondo cambia, o è solo una illusione?
Buona visione!
http://www.geomondo.it/SlideShow/peace&love/index.html (Continua)
E ora, grazie all'Expo, la città sarà ancora peggio di prima. Sarà ancora peggio per noi, che non vogliamo proprio metterci in testa che per divertirsi è necessario vestirsi cool, bere una birra versando otto euro per il plusvalore di immagine che ci viene graziosamente concesso dalla marca che spicca sull'etichetta, che non vogliamo sorridere sempre, passare serate a raccontare esclusivamente gli episodi trascurabili della propria vita, che non vogliamo far finta di essere qualcuno che ha una lunga storia alle spalle, obbligati però a sembrare fisicamente diciottenni.
La città non ha spazio per chi crede che uno con la svastica tatuata sul braccio, quando aggredisce un extra comunitario, non lo fa perchè era solo ubriaco, ma perché ha un progetto preciso. La città non ha spazio per chi pensa che esista un altro ritmo, rispetto a quello imposto dal cemento, dalle automobili, dal glamour. La città, come sappiamo, non ha spazio per biciclette, orti urbani, fiori, idee, sorrisi, vestiti di pezza. Non ha posto per gente che pretende di poter di rispondere male a chi gli impone come deve essere, e cosa deve fare.
Non ha posto neppure per chi ha voglia di essere pazzo di gioia, la mostra ostentatamente in pubblico, pretende di condividerla con mille altre persone, senza spendere un soldo, perché la gioia, il divertimento, la possibilità di raccontare agli altri quello vuoi davvero fare, sono la migliore delle monete per vivere una vita decente.
Il 27 maggio all'alba è stato sgomberato il Centro Sociale SOS Fornace di Rho.
In un territorio già sconvolto dalla Fiera e che si appresta a nuove speculazioni in vista dell'Expo 2015 continuano le politiche securitarie che tanto vanno di moda in questa metropoli. I primi effetti dell'Expo sono la conferma di questo modello fatto di espulsioni di immigrati, sgomberi di centri sociali e campi rom, funzionale alla trasformazione di Milano e dei Comuni situati a ridosso del luogo in cui sorgerà l'esposizione universale, in una "città vetrina" del lusso e del consumo, con prezzi delle case accessibili solo alle fasce sociali più ricche e dove nel giro di pochi anni saranno realizzate immense operazioni immobiliari.
Il Centro Sociale SOS Fornace da tre anni occupato lotta sul territorio, costruisce socialità e aggregazione alternativa.
Il primo appuntamento dopo lo sgombero è per questa sera alle ore 21.00 tutte/i davanti al Comune di Rho.
Giovanna Bartolozzi nel 1965 subì un aborto clandestino. In questo video la sua storia.
Il testo del racconto, scritto in prima persona da Giovanna, è letto da Maria Pia Passigli.
http://www.saveriotommasi.it/video/documentativi/aborto-clandestino/
2008-05-05
Il 3 e il 4 maggio, un po' lontano da noi, vale a dire a San Mateo, in California, si tiene un festival che celebra il saper fare, lo scambio,l'open source. Due giorni in cui tutti, possono andare e scegliere se limitarsi a guardare, impugnare un cacciavite, mettersi alle tastiere, oppure mettere in mostra e condividere quello che si è già realizzato. (maker, ovvero chi fa, fabbrica) viene definito dagli organizzatori come un evento "famigliare", un evento DiY (Do it yourself). Ed è già al terzo anno. L'anno scorso hanno partecipato scienziati in cucina, entusiasti del robot da sgabuzzino, smanettoni in ogni campo. E al festival si può vedere di tutto, tutto quello che la creatività può produrre con le macchine o con un po' di conoscenza tecnologica, se solo si sa uscire da uno schema pre imposto, o dalle regole del gioco. A Maker fare si posso vedere dalle Joy slippers, letteralmente un paio di pantofole per "disegnare con i piedi", al Light doodles, che permette di creare fantasmi luminosi sopra a una fotografia, Marvin, un robot punk autoprodotto,
The skull, ovvero un teschio fatto di rifiuti tossici che al posto degli occhi ha due enormi schermi attraverso i quali si possono vedere film come La notte dei morti viventi, L'ultimo uomo sulla terra o l'intera serie di Flash Gordon, ma può anche emettere voci umane rielaborate, a partire da testi che gli vengono inviati. Oppure le Magical Urban Creatures come lo spirito caduto del coniglio, ovvero degli animali fantastici, semoventi, e costruiti con avanzi vari recuperati negli scarti urbani.
Alla scorsa edizione c'era l'angolo Serpica Naro: Swap-O-Rama-Rama, per liberarsi dai propri vestiti e ripensare, con gli scarti, a un nuovo stile di abbigliamento, che oltre a vestire consenta pure connettività. E anche il più classico geek: Electric Western , con il suo un campionario di strumenti elettronici, dal sintetizzatore a vapore, al robot cantante, costruiti esclusivamente con pezzi riciclati e comunque antichi.
La notizia del festival probabilmente circolava in fanzine e blog, ma la cosa interessante è che è stata pubblicata anche sull'ultimo numero di Economist. perché? Perché questo tipo di iniziative sono un laboratorio, sono l'unico punto ormai rimasto in cui si producono, e soprattutto si scambiano, ovvero si possono pure migliorare, innovazioni degne di questo nome, e non ricicli di vecchie idee. E, sottolinea l'Economist, tutto questo è possibile perché le componenti elettroniche sono sempre meno costose, sempre più gente ha a che fare e vuole avere a che fare con loro, sempre più gente, grazie a internet, condivide e confronta con tutto il resto del mondo quello che fa, e grazie al concetto di open source, che sta finalmente e per fortuna uscendo dai confini del software, lo può migliorare senza limiti e senza vergogne. L'anno scorso al Maker Faire sono arrivati 40mila visitatori. Può essere un'idea per il prossimo hackmeeting?
Non staremo mai zitti, non smetteremo mai di fare. Abbiamo il diritto di cancellare quello che
offende la nostra storia ed esprimere la nostra forza. Abbiamo il diritto di intervenire anche con
azioni ritenute erronamente illegali, per fermare uomini di legge che illegalmente non intervengono.
In ogni momento, in ogni situazione, in ogni dove. Perché questo è l'unico gesto politico che
rimane quando dalla politica hai tolto tutto il superfluo.
Nella notte fra sabato e domenica, alcuni 'ignoti' si recano di fronte
al Liceo Classico di viale delle Milizie, e dopo le infami scritte di
pochi giorni fa inneggiamenti persino allo stupro di Franca Rame,
decidono di rimarcare chi sono e cosa pensano. Compare, enormi, la
seguenti scritta: 'mille braccia verso il sole inneggiano al tuo nome:
Adolf Hitler', seguita da una enorme svastica ed un'altra scritta 'siamo
stati qui'. A fianco, viene attacchinato un manifesto firmato
CasaPound-Fiamma Tricolore.
All rientro a scuola, gli studenti vengono quindi accolti da
queste scritte, e dalla presenza di diversi agenti in borghese del
Commissariato Prati che, come sempre piu' spesso accade, stazionano nei
pressi della scuola 'per evitare disordini'. Gli studenti, come sempre
fanno, decidono immediatamente di coprile simili vergognose apologie del
fascismo. Ed ecco che, come in un brutto film, la polizia interviene per
identificare e bloccare gli studenti. Gli agenti in borghese, infine,
fanno intervenire una volantane e portano via uno studente minorenne ed
un bidello, che aveva osato interessarsi di quanto stava accadendo.
Il 16 marzo 1978, in via Fani a Roma, alla vigilia del voto parlamentare che – per la prima volta dal 1947 - avrebbe potuto sancire l’ingresso del partito comunista nella maggioranza di governo, Aldo Moro viene sequestrato da un commando delle Brigate Rosse. Cinque uomini della scorta vengono uccisi. E Moro verrà giustiziato da Mario Moretti il 9 maggio, eseguendo una "sentenza" emessa dopo un finto processo politico.
Mario Moretti è in libertà vigilata dal 1994. Era un nemico dello stato. E. come altri suoi compagni politici, è riuscito a colpire la fantasia popolare, permettendo la costruzione di un personaggio con qualche connotazione negativa, ma comunque eroico. Una sorta di Don Chisciotte, animato da ideali che era difficile condividere, ma erano in qualche modo ritenuti romantici, e dunque positivi. "Allora credevo di essere in guerra", ha sostenuto per rinforzare il personaggio. E molti hanno creduto che questo atteggiamento potesse essere interpretato come una revisione un po' eccessiva, ma comunque interessante, della resistenza.
"Doveva essere il nostro processo, la rivoluzione che processava lo Stato. E la Democrazia Cristiana per noi era lo Stato e alcuni suoi dirigenti, come Andreotti e Moro, la rappresentavano", ha dichiarato Bonisoli. E dice anche "Per noi qualsiasi azione destabilizzante dello Stato era un passo avanti, un passo che doveva essere fatto". Ma in che senso andava la destabilizzazione dello stato voluta dalle Br, quale era il progetto al quale poteva portare?
E quale era davvero la guerra che volevano combattere le Brigate rosse? La stessa di Andreotti e di Cossiga, che furono professionalmente cialtroni nell'affrontare il problema, la stessa degli apparati dello stato che avevano il compito di rallentare e depistare le indagini, la stessa della Cia, che aveva il compito di impedire il riconoscimento delle sinistre? La stessa di chi chiese all'esperto di falsificazioni di preparare il falso comunicato Br che indicava il Lago della Duchessa come tomba di Moro, e che serviva a dire alle Br che potevano tranquillamente procedere con la vera esecuzione?
Botte e risposte tra giornalisti ed Esselunga, caso mai ci fosse ancora bisogno di decidere se andare ancora in quel supermercato.
Prima mail
Inviato: lun 03/03/2008 12.38
A: marketing
Oggetto:
Per i responsabili dell'ufficio stampa/Sul caso di viale
Papiniano
Salve, colleghi.
Dopo le notizie sulle vicende capitate alla cassiera di
viale Papiniano, vi
annuncio che siamo in molte, tra le giornaliste vostre
clienti, decise a non
comprare più nei supermercati Esselunga.
Cascina Autogestita Torchiera senzacqua
piazzale cimitero maggiore 18, Milano
[mezzi: bici, tram 14, bus 40, radiobus]
e-mail: torchiera@ecn.org
blog: http://torchiera.noblogs.org
Chi sono i veri cattivi?
controllo, antiterrorismo e intelligenze criminali
Il 31 luglio 2007 Florian L., Axel H., Oliver R. e Andrej H. vengono chiusi nel carcere Moabit di Berlino. Tutti e quattro gli arrestati, con indosso tutte in stile Guantanamo, vengono poi trasportati in elicottero agli uffici del procuratore a Karlruhe la stessa notte, e posti in stato di arresto investigativo. Lo stesso giorno le case di altre tre persone, Matthias B. e due altri ricercatori vengono perquisite e viene loro notificato un provvedimento di indagine.
Una brutta storia di criminali, membri di Al Quaeda o mercanti di schiavi?
No. Ma neppure stinchi di santo: le persone che hanno ricevuto questo trattamento sono ricercatori e attivisti politici fortemente impegnati contro l'erosione delle libertà civili e contro la trasformazione sociale imposta da logiche commerciali. Nei loro testi sono presenti parole comegentrificazione, disuguaglianze, Parolacce di difficile comprensione. Ma che in realtà
descrivono in modo scientifico il processo di trasformazione a cui sono sottoposti anche
i quartieri popolari delle aree centrali delle città (a Milano, L'Isola),soggetti a forti
speculazioni del mercato edilizio.
(Continua)
I rifiuti sono un problema. Non c'era bisogno di sottolinearlo. Ma le soluzioni che si stanno proponendo, il riciclo e il riuso portato ai massimi livelli, o lo Zero waste proposto da Peter Connet, che suggerisce di portare la raccolta differenziata al 90 e oltre per cento della pattumiera, sono corrette, ma non possono durare a lungo.
Qui c'è un vecchio (2002) video americano (dura 19 minuti) che collegava
capitalismo e produzione dei rifiuti, e, sotto, un articolo che riguarda invece
l'attuale situazione italiana.
Il mestiere di maestra è uno dei più difficili, ma è anche uno dei più belli. Hanno a che fare tutto il giorno con persone che sono infinitamente più intelligenti, più aperte, più pronte, più disponibili di chiunque altro. E il loro compito è fare in modo che possano rimanere tali. I bambini, durante la scuola elementare, fanno le prove generali per l'ingresso nella società. Imparano a fare i conti con l'aggressività degli altri, e con la loro capacità di proporre le loro idee, a essere autonomi o a diventare dipendenti da modelli preconfezionati. Ed è durante la scuola elementare che possono capire quanto sia divertente imparare per se stessi, e quanto sia noioso invece adeguarsi alle mediocri pretese di chi pretende un comportamento "normale". Ma le maestre in Italia non sono nessuno. Per i genitori sono quelle che "tengono i bambini" tutto il giorno, con le quali è meglio avere poco a che fare. Per il governo sono "operatori della scuola" un settore che non ha il diritto di ricevere finanziamenti e incentivi, perché visto che già il servizio viene garantito, cos'altro si vuole di più?
Dalla scuola dipende il benessere di una società, l'integrazione delle comunità che la compongno,la capacità delle persone di essere autonome e di affrontare in vari modi (e non uno) i problemi, la voglia di procedere nel proprio sapere, la capacità di aprire la mente quando tutte le porte sono sbarrate. E chi fa una proposta diversa ai bambini? Chi li aiuta a scoprire che c'è anche un mondo che non è fatto di quattro ore di televisione ogni pomeriggio (perché i grandi hanno da fare e tu ti riposi), o di centri commerciali, o di torte precotte? Le maestre. Non tutte, ovvio. Forse perché anche loro non hanno capito il lavoro che si trovano a fare.
L'amore che non scordo è un film sulle maestre, sul loro ruolo, sulle loro fantasie, i loro desideri, il loro lavoro. Scritto dalle maestre per le maestre e non solo. Scritto per la scuola e per ricordare anche a chi ormai l'ha abbandonata da tempo, che in quesgli anni si decide molto di una vita. Scritto per ricordare che la scuola è ben altro che programmi didattici e insegnamento della disciplina. Anzi. E' uno scambio umano tra bambini e bambini, insegnanti e bambini, insegnanti e insegnanti, un lavoro quotidiano che insegna che inventare una filastrocca collettiva o creare un sistema solare in cartapesta è infinitamente più importante di una formula di matematica, o della differenza tra avverbio e aggettivo.
L'amore che non scordo si potrà vedere al Cinema Gnomo a Milano, dal 28 febbraio al 2 marzo.
Il calendario è su retescuole
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- Freegan: l'arte di vivere gratis, un audio slide show








